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Michele Sorice: professore Italo Globale di comunicazione politica e innovazione democratica

Nell’immagine: Michele Sorice, docente all’Università LUISS “Guido Carli” di Roma, durante la premiazione del LUISS Teaching Excellence Award. Roma, febbraio 2021.

Da alcuni anni, l’Università LUISS di Roma sta dando impulso all’internazionalizzazione della propria ricerca e della propria didattica.

Recentemente, alcuni docenti di questo ateneo sono stati premiati per la qualità del loro insegnamento e della loro ricerca.

Tra i premiati, anche Michele Sorice, docente di Comunicazione Politica e Innovazione democratica, direttore del Centre for Conflict and Participation Studies in Luiss, membro dell’Advisory Board del Media and Politics Group della Political Studies Association of the United Kingdom.

Classe 1961, un passato scout, tifoso della squadra di calcio dell’Inter, nato sotto il segno del Toro, appassionato di cinema, dotato di senso dell’ironia, rappresenta un apprezzabile caso di intelligenza creativa, precisione organizzativa e umanità.

Insegna in Luiss dal 2009. Nei 16 anni precedenti, ha insegnato Storia della Radio e della Televisione e Sociologia della Comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, e ha insegnato anche all’Università della Svizzera Italiana e alla University of Stirling (Scozia).

Che sia un bravo professore, io lo so da quasi vent’anni. Ovvero da quando, all’Università La Sapienza, c’era la fila per fare la tesi di laurea con lui. E anche io ho fatto parte di quella fila.

Nel 2010, all’Università Luiss, io e lui abbiamo organizzato e condotto il convegno Gli Italiani, i Media e la Felicità al Tempo della Crisi, al quale parteciparono il filosofo Sebastiano Maffettone, il mediologo Alberto Abruzzese, il manager culturale Daniele Pittèri, l’imprenditore del digitale Bruno Pellegrini, l’esperto di tecnologia e innovazione Andrea Granelli, il sociologo Francesco Morace, l’editore Emanuele Bevilacqua, il chimico Mario Pagliaro. Già all’epoca, concludemmo che la crisi iniziata nel 2008 era una crisi strutturale, e sarebbe stato necessario un lungo lavoro per uscirne.

Durante una chiacchierata fatta nel febbraio dell’anno scorso, io e Michele Sorice avevamo “previsto”, a modo nostro, l’affermazione di Joe Biden alle primarie del Partito Democratico negli Stati Uniti.

Parlare con lui e ascoltarlo è sempre utile.